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La normativa

In Italia, la normativa ha svolto un ruolo fondamentale per l’abbattimento delle barriere architettoniche ed, in termini più ampi, per la progettazione accessibile.
Dopo l 'abrogazione del DPR 384/78 (la "vecchia" legge per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici), il quadro normativo nazionale risulta oggi semplice e sufficientemente coordinato e può essere così sintetizzato:
Edifici pubblici DPR 503/96
Edifici privati e privati aperti al pubblico L.13/89
Prescrizioni tecniche per entrambi i provvedimenti DM 236/89
La normativa tecnica di riferimento per la progettazione del bagno accessibile (DM 236/89, art. 4.1.6. e art. 8.1.6) contiene prescrizioni puntuali che hanno come obiettivo quello di assicurare l’autonomia di utilizzo agli utenti disabili, cercando di conciliare le misure e le caratteristiche fisiche del fruitore con quelle dello spazio e degli apparecchi sanitari presenti in questo locale.
Queste norme hanno come soggetto di riferimento principale la persona con disabilità motoria che utilizza la carrozzina; solo sporadicamente tengono in considerazione gli utenti che deambulano con difficoltà e ben più raramente quelli con disabilità sensoriali.
Far riferimento quasi esclusivamente alla persona in carrozzina comporta senza dubbio un atteggiamento riduttivo nei confronti del problema; d’altra parte, però, riuscire a garantire l’accessibilità a questa utenza significa spesso - anche se non sempre - aver eliminato i principali ostacoli che limitano la mobilità. In questo senso è utile, quando si applica la normativa, conoscerne i riferimenti e gli obiettivi per osservarli in modo corretto ed integrarli con quelle attenzioni progettuali che vanno oltre "l’utenza limite".

Campo di applicazione

Un aspetto significativo della norma italiana da sottolineare riguarda l'introduzione di una gradualità nell’accessibilità degli interventi.
• ACCESSIBILITÀ: considera la fruibilità dello spazio costruito e delle attrezzature in esso collocate.
Un edificio, a prescindere dalla sua tipologia e destinazione, è accessibile quando anche la persona disabile - in modo autonomo e sicuro - vi può accedere, entrarci e utilizzare le attrezzature, servizi, le funzioni presenti.
• VISITABILITÀ: fa riferimento a strutture per le quali il requisito di accessibilità non può essere richiesto in modo assoluto
- per tutto l’edificio - e quindi viene limitato ad alcune parti, quelle che permettono al disabile di visitarlo.
• ADATTABILITÀ: consiste nel prevedere - a livello progettuale - la possibilità di modificare una struttura per renderla pienamente accessibile. Questo permette alla norma di non chiedere subito la piena accessibilità per ogni tipo di costruzione, ma in alcuni casi di rimandare nel tempo l’adeguamento alla norma stessa.
Nelle schede che seguono sono illustrate in modo sintetico e sistematico le principali prescrizioni tecniche riguardanti i criteri e le specifiche da rispettare nella progettazione di servizi igienici accessibili.

Lavabo

 

A. Spazio per accostamento frontale della carrozzina: minimo 80 cm dal bordo anteriore del lavabo.
B. Piano superiore del lavabo: 80 cm dal pavimento.
C. Lavabo senza colonna (del tipo a mensola).
D. Sifone preferibilmente accostato o incassato a parete.
E. Installare preferibilmente rubinetti a leva e, dove prevista, con erogazione dell'acqua calda regolabile mediante miscelatori termostatici.

Vaso

A. Spazio per l'accostamento e trasferimento laterale dalla carrozzina al vaso: min. 100 cm dall'asse del vaso.
B. Asse del vaso: min. 40 cm dalla parete laterale.
C. Bordo anteriore: 75-80 cm dalla parete posteriore.
D. Garantire la dotazione di opportuni corrimani in prossimità del wc. Nei locali aperti al pubblico, installare un corrimano di diametro di 3-4 cm a 80 cm da terra, posto a min. 5 cm dalla parete. Qualora l'asse del vaso sia a più di 40 cm dalla parete, prevedere a 40 cm dall'asse del vaso un maniglione o corrimano per consentire il trasferimento.
E. Vaso preferibilmente di tipo sospeso, con piano superiore a 45-50 cm dal pavimento.
F. Campanello di emergenza in prossimità del vaso.

Doccia

 

A. Piatto doccia a filo pavimento senza gradino.
B. Sedile ribaltabile.
C. Doccia a telefono

Vasca

 

A. Spazio per l'accostamento laterale della carrozzina: min. 140 cm lungo la vasca e min. 80 cm di profondità.
B. Garantire la dotazione di opportuni corrimano.
C. Campanello di emergenza in prossimità della vasca.

Bagno

Nel bagno i sanitari devono essere posizionati con i relativi spazi di accostamento. È utile, e corretto, sovrapporre gli spazi di manovra/accostamento purché si considerino bene le modalità di spostamento della carrozzina.
A. Installare preferibilmente porte scorrevoli o che aprono verso l'esterno; luce netta min. 75 cm.
B. Pavimenti orizzontali, complanari fra loro e antisdrucciolevoli.
C. Garantire, con opportuni accorgimenti spaziali, le manovre di una carrozzina necessarie all'utilizzo dei sanitari.
D. Nei casi di adeguamento è possibile eliminare il bidet e sostituire la vasca con una doccia a pavimento per ottenere uno spazio laterale di accostamento al vaso e sufficienti spazi di manovra.
Progetto

Prescrizioni integrative
Le prescrizioni contenute nella normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche sono numerose e dettagliate ma, per quanto costituiscano le indicazioni base dalle quali muovere per la progettazione del bagno accessibile, non esauriscono tutti gli aspetti della problematica in questione.
Nelle prossime schede sono riportate alcune indicazioni progettuali che non vengono proposte in alternativa, ma ad integrazione dell'informazione fornita dalla normativa.
Anche questi suggerimenti non sono esaustivi, ma vogliono essere di stimolo ai progettisti nell'approfondimento della conoscenza delle diverse condizioni di disabilità, conoscenza che sta alla base di una buona progettazione accessibile.
Spesso accade, infatti, che l'attenzione - o meglio la preoccupazione - sia rivolta più ai dettami della norma che alla risoluzione delle reali esigenze delle persone disabili.

Pianta generale

Il bagno deve essere progettato nel suo insieme e non solo come aggregazione dei sanitari. Considerare la disposizione in pianta e le relazioni funzionali tra i diversi apparecchi.
a. Un bagno a pianta quadrata - a parità di superficie con uno a pianta rettangolare - consente una migliore distribuzione dei sanitari e degli spazi di manovra, agevolando l'accessibilità.
b. Lo spazio sotto il lavabo per inserire le gambe e quello della doccia a filo pavimento è da considerare spazio utile per le manovre di accesso al bagno e di accostamento ai sanitari.
c. Rendere gli interruttori individuabili e porli ad altezza tale da consentire l'utilizzo ad utenti in carrozzina.
d. Se lo spazio a disposizione lo consente, il bidet - che secondo la normativa può essere rimosso - sarà mantenuto (per i familiari, gli accompagnatori, ecc.)
Vedi normativa.

Lavabo

 


a. Profondità del lavabo: min. 60 cm per l'inserimento della carrozzina e il raggiungimento del bordo anteriore da parte dell'utente.
b. Lavabo a pianta ampia per consentire all'utente seduto di appoggiare i gomiti e lavarsi più comodamente.
c. Doccetta estraibile per lavare più facilmente la parte superiore del corpo e i capelli.
d. Spazio libero sotto il lavabo: min. 65-70 cm da terra per l'inserimento delle gambe.
e. Evitare il contatto diretto del sifone con le gambe, per non causare scottature.
Vedi normativa.


1 Lo specchio inclinabile sopra il lavabo
consente anche alla persona
seduta la giusta visione.
2 Mensole e contenitori posizionate
entro i 140 cm da terra, per tenere
a portata di mano accessori e prodotti
per l 'igiene personale.

Vaso


a. Maniglione fissato a terra o ribaltabile, posizionato vicino al vaso (30-35cm dall'asse) per facilitare il trasferimento dalla carrozzina.
b. Maniglione ribaltabile sul lato dell'accostamento per non ostacolare il trasferimento della persona in carrozzina.
c. Pulsante di scarico, campanello di emergenza e porta rotolo collocati in posizione raggiungibile anche da seduti, possibilmente sulla parete a lato del vaso.
d. La presenza dell'apertura frontale del vaso e della doccetta a muro consentono di utilizzare il vaso anche per l'igiene intima, al posto del bidet.
e. Un sedile in materiale morbido evita alle persone che effettuano il passaggio con la sola forza delle braccia di farsi male in caso di cattivo controllo del movimento.
Vedi normativa.

Il passaggio dalla carrozzina al wc avviene generalmente secondo le seguenti modalità:

1 passaggio laterale

2 passaggio obliquo

Doccia


a. Piatto doccia a filo pavimento di almeno 90x90 cm.
b. Spazio di accostamento laterale della carrozzina al piatto doccia: min. 100 cm misurati dall’interasse del seggiolino.
c. Seggiolino a muro con braccioli ribaltabili o affiancato da un maniglione fisso o ribaltabile per facilitare il passaggio dalla carrozzina.
d. Rubinetteria - preferibilmente a leva - ed erogatore a telefono posti sul lato contiguo al seggiolino per consentirne un agevole utilizzo.
e. Altezza della seduta del seggiolino: circa 45 cm dal pavimento.
Vedi normativa.

Il passaggio dalla carrozzina al seggiolino doccia avviene generalmente secondo le modalità indicate.

L'utilizzo di un box con pareti basse consente ad un assistente di intervenire senza bagnarsi


Vasca


a. Maniglione orizzontale a muro per consentire il trasferimento dalla carrozzina.
b. Seggiolino agganciato al bordo che evita all'utente di sedersi direttamente sul fondo, facilitando l'entrata/uscita dalla vasca.
c. Il bordo della vasca non superiore ai 50 cm dal pavimento agevola il trasferimento dalla carrozzina.
Vedi normativa.

Il passaggio dalla carrozzina alla vasca da bagno avviene generalmente secondo le modalità indicate.

Un maniglione o un corrimano fissati al muro rendono l'utilizzo della vasca più sicuro anche per le persone anziane o con problemi di deambulazione.

 

Esempi progettuali

L'ambiente costruito è stato edificato per la maggior parte in tempi anteriori a quello in cui si è sviluppato il dibattito sulla questione dell'accessibilità e che ha dato vita alle normative con le quali i progettisti di oggi devono confrontarsi.
Per questo motivo, nella quasi totalità degli interventi di ristrutturazione effettuati, è necessario affrontare anche l'aspetto legato all'adeguamento degli spazi per le necessità degli utenti disabili.
Operare in un contesto esistente comporta sempre difficoltà e nel caso dell'accessibilità esistono molti vincoli, spaziali e strutturali, legati alla conformazione del costruito, ai dislivelli, ai collegamenti verticali.
Gli esempi che seguono - costituiti da progetti reali - offrono una brevissima panoramica di interventi di adeguamento di servizi igienici collocati in contesti diversi.
Le soluzioni adottate, spesso "al limite" con quanto prescritto dalla normativa e molto personalizzate a secondo dei vincoli esistenti e delle necessità reali da soddisfare, non sono proposte come modelli da adottare tali e quali in ambiti simili, ma hanno soprattutto lo scopo di mettere in luce alcune problematiche riscontrabili in questo tipo di interventi.

Il bagno di una residenza

Avendo a disposizione poco spazio il lavabo è stato collocato nell’antibagno. La mobilità fra i diversi locali è assicurata dalle porte scorrevoli.
Doccia e wc, posti sullo stesso lato, utilizzano il medesimo spazio di accostamento (ottenuto dall’eliminazione del bidet).
La rotazione all’interno del bagno è possibile grazie al piatto doccia a filo pavimento. Maniglioni e accessori sono stati personalizzati sulle esigenze dell’utente.

Il bagno di un locale pubblico

Il dislivello presente viene superato con due rampe che permettono anche l’accesso al bagno. L’antibagno (con lavandino accessibile) assicura la manovra di rotazione. Nel bagno, ridotto al minimo, sono assicurati gli spazi di accostamento e i relativi movimenti (manovra combinata).

Il bagno di una camera di albergo

Mantenendo le stesse dimensioni del bagno è possibile, con la sostituzione della vasca con la doccia, realizzare un bagno accessibile. Il bidet viene mantenuto, pur assicurando lo spazio di accostamento al vaso. Il lavabo ad incasso (con mobile) viene sostituito con un lavabo a mensola.

Il bagno di una camera di ospedale

Negli ospedali tutte le camere dovrebbero avere un bagno accessibile. Con un piccolo ampliamento è possibile aggiungere una doccia e garantire i requisiti minimi di accessibilità.
La porta scorrevole riduce gli ingombri. Maniglioni e corrimani lungo le pareti assicurano la massima sicurezza in bagno.